Ostia, sigilli dei carabinieri al The Spot

The Spot era il più grande e meglio attrezzato skate park d’Italia. E per questo aveva ospitato eventi di levatura internazionale , come Coppa e Campionato Mondiale. Tutto nel totale abusivismo.

E’ stato chiuso e posto sotto sequestro il “The Spot”, lo skate park di Ostia. Dopo dieci anni di attività, i carabinieri, in esecuzione delle disposizioni della magistratura, hanno sigillato l’area di circa tremila metri quadrati, distesa lungo via Domenico Baffigo. Si contesta l’abusivismo edilizio in un’area sottoposta a vincolo paesistico. Peraltro il terreno attende da anni di essere consegnato al Vicariato di Roma perchè destinato alla realizzazione della chiesa di San Vincenzo de’ Paoli. Ed è per questo che l’area è stata affidata in custodia, in attesa del dissequestro, a monsignor Liberio Andreatta, responsabile dell’Ufficio Nuove Chiese.

La struttura, che dopo l’iniziale allestimento sportivo aveva visto realizzare anche un bar ed un ristorante, era gestita dall’omonima associazione presieduta da William Zanchelli, presente all’atto di sequestro. Alla specialità più nota dello skate, si sono sommati negli anni anche il basket, il writing, il parkur, il bmx e l’hip hop. I gestori sul sito si vantano che il loro sia “l’unico skate park in talia che monta una bowl in legno,con tanto di copertura, ha messo a disposizione degli acrobati dei pattini la parte street a 3 livelli oltre all’area junior con minipista di 1,70 mt e una mini con extension di 2,00 mt”.

In questi dieci anni al The Spot sono transitati i più grandi campioni di specialità: dai brasiliani Kelvin Hoeffler e Joao Pedro Oliveira, agli americani Tyler Hendley e Charlie Blair, all’argentino Milton Martinez. L’ultimo evento internazionale si è svolto il 20 luglio con le selezioni della Coppa del Mondo.

«Sì, abbiamo costruito abusivamente – ammette Zanchelli – ma abbiamo fatto tutto per il quartiere, a vantaggio dei ragazzi che non hanno luoghi di aggregazione, per dare un’alternativa alla strada ed al loro arruolamento nella delinquenza».
«C’è moltissimo scetticismo e la preoccupazione per un progetto che cala dall’alto mentre le realtà nate da dieci anni in questa zona di periferia nascono dalla collaborazione con le persone del luogo» commenta Stefano Di Tomassi di Missione pedagogica La Ciurma.

 

Fonte articolo: http://www.ilmessaggero.it

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